Manifestazione per la restituibilità dei contributi pensionistici dei parasubordinati

20/05/2011 - 10:30

Venerdì 20 maggio i Radicali Italiani hanno indetto una manifestazione nazionale davanti a tutte le sedi INPS contro i "contributi silenti", cioè i contributi pensionistici versati a fondo perduto dai lavoratori parasubordinati.

L'associazione radicale LiberaPisa parteciperà all'iniziativa allestendo davanti alla sede INPS in piazza Guerrazzi un volantinaggio a partire dalle 10:30 circa. Saranno altresì raccolte firme a favore della petizione che chiede al Parlamento di discutere finalmente la proposta di legge radicale, presentata nel 2008, che vuole introdurre la restituibilità dei contributi previdenziali versati che non abbiano dato luogo alla maturazione di un corrispondente trattamento pensionistico.

I contributi silenti sono i contributi previdenziali che non danno luogo alla maturazione di un corrispondente trattamento pensionistico se non dopo trentacinque anni di versamenti.
Il lavoratore atipico (i cosiddetti parasubordinati, come il collaboratore a progetto) li versa quindi sostanzialmente a fondo perduto a partire dal 1° gennaio 1996, quando è stata istituita una cassa pensionistica (gestione separata) presso l'INPS.
Il contributo pensionistico, inizialmente fissato al 19.5% negli anni è stato ritoccato dai vari governi allo scopo di fare cassa fino ad arrivare alla considerevole quota del 26%.

I lavoratori parasubordinati sono quelli che con maggiore difficoltà possono raggiungere i trentacinque anni di anzianità contributiva minima, anche perché il lavoro assume sempre più forme precarie ed intermittenti.
Da una parte l'età effettiva di pensionamento per queste persone è molto più elevata rispetto a quella degli altri lavoratori; dall'altra coloro che non riescono a conseguire l'anzianità contributiva minima prescritta dalla legge oltre a non poter accedere alla pensione di anzianità perdono i contributi versati (sulla base di una aliquota, come visto, altissima)

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Riunione di LiberaPisa

11/05/2011 - 22:00

Mercoledì 11 alle ore 22 presso la sede di via Sighieri 47 (mappa) si terrà la riunione dell'Associazione Radicale LiberaPisa, come sempre aperta a tutta la cittadinanza.

I punti all'ordine del giorno saranno i seguenti:

  • aggiornamenti sull'anagrafe degli eletti
  • le iniziative in campo, come quella sui contributi silenti dei parasubordinati (www.radicali.it/contributi-silenti per approfondire)

Prima della nostra riunione, a partire dalle 21 nella stessa sede, è stata convocata anche la riunione della Cellula Coscioni di Pisa.

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Lettera a Rossi sull'assistenza religiosa cattolica nelle strutture di ricovero del servizio sanitario toscano

L'associazione radicale LiberaPisa aderisce con convinzione alla lettera inviata dall'ass. "Laicità e diritti" al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.
 

«Spett.le Presidente Rossi,

sulla questione degli assistenti spirituali assunti e stipendiati dalle ASL toscane, teniamo a farLe presente il nostro disappunto, anche per i reiterati tentativi recenti che hanno visto il Consiglio regionale intento a prorogare l’attuale stato di cose e per il quale abbiamo già più volte espresso forte dissenso. Non riteniamo infatti giusto, né opportuno, che nel garantire l’assistenza spirituale e religiosa ai ricoverati nella strutture ospedaliere toscane si debba procedere ancora, per quanto concerne solamente la confessione cattolica, con figure di personale stipendiato e remunerato così dai contribuenti toscani, sia da chi è credente, ma anche da coloro che cattolici non sono o che una fede non ce l’hanno proprio. Ci piacerebbe invece pensare che, chi si prodiga nell’offrire questo servizio, lo faccia esclusivamente sotto la spinta di una umana compassione, che soprattutto per una persona con fede religiosa, si tramuta di per sé in un compenso ben più valido di quello meramente pecuniario.

Dal punto di vista normativo, inoltre, con la riforma dell’articolo V della Costituzione, la materia sanitaria è diventata di esclusiva potestà delle regioni anche per quanto concerne l’organizzazione del personale, rendendo così non più applicabili gli atti normativi precedenti (DPR n.761/79), con i quali si prevedeva, in maniera comunque molto discutibile e anomala, l’obbligo di assunzione e remunerazione degli assistenti spirituali cattolici. Né ulteriormente può la tanto richiamata Legge n. 833 del 23 Dicembre 1978 affermando che “l'unità sanitaria locale provvede per l'ordinamento del servizio di assistenza religiosa cattolica d'intesa con gli ordinari diocesani competenti per territorio”, in quanto non fa alcun riferimento all’obbligo di remunerazione di questo servizio, mentre invece per quanto riguarda le convenzioni tra regioni e università, per esempio, questo aspetto remunerativo lo specifica chiaramente.

Non comprendiamo quindi perché la Regione debba pagare per questo servizio e soprattutto perché debba pagarlo così tanto. Infatti, volendo forzatamente fare un parallelo con quanto è previsto per i cappellani militari, la legge prevede per loro sì l’assunzione e la remunerazione, ma in misura non superiore alla diaria corrisposta dagli enti ecclesiastici agli esercenti il culto.

Addirittura, qualora il cappellano percepisca già la diaria dall’ente religioso da cui dipende, la stessa legge prevede che niente in più venga corrisposto dal Ministero della Difesa. Si parla certamente di cifre assai più umili di quelle che intervengono invece nell’attuale rapporto di dipendenza degli assistenti spirituali cattolici con le strutture ospedaliere.

Non può neanche non saltarci agli occhi la disparità di trattamento degli assistenti spirituali di religione cattolica da quelli di altre confessioni, per le quali esistono degli accordi stipulati con la regione, ma che prevedono specificatamente che questo tipo di servizio venga reso “senza oneri per la Regione”.

Reputiamo pertanto che, in questo periodo di forte recessione economica e di ingenti tagli ai servizi sociali e sanitari, non sia proprio il caso di continuare con questa particolare interpretazione del volontariato sociale in tema di assistenza religiosa agli ammalati, ma chiediamo alla Regione Toscana, e per suo tramite agli organi ecclesiastici cattolici, di provvedere a garantire il servizio senza più alcun onere per i contribuenti, così come avviene per le altre confessioni.»

Dario Marchi
Associazione "Laicità e Diritti"

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Il caso Englaro e la libertà di scelta alla fine della vita

12/03/2011 - 17:00

La Cellula Coscioni di Pisa in collaborazione con la Consulta di Bioetica e l'Uaar di Pisa ha deciso di organizzare un ciclo di incontri dal titolo

"Nuove frontiere della libertà
Medicina, diritto e morale ad inizio e fine vita"

Il primo di questi si terrà sabato 12 marzo alle ore 17 presso SMS spazio espositivo (sul viale delle Piagge) e sarà proprio sul tema "Il caso Englaro e la libertà di scelta alla fine della vita" a partire dalla presentazione del libro "Gli ultimi giorni di Eluana" di Amato De Monte e Cinzia Gori.
Saranno presenti:

  • i due autori (medico anestesista e infermiera di Eluana nell'ultima settimana alla clinica la Quiete) che nel libro hanno ricostruito la verità di quei giorni contro le moltissime falsità che circolarono spesso con la copertura di "grandi luminari"
  • Giulia Simi, vicesegretario nazionale dell'Associazione Coscioni (sostituirà Mina Welby che per non potrà essere presente, come previsto in un primo momento, ma ci sarà al secondo incontro di sabato 26 marzo) che sta seguendo in prima persona la stesura di emendamenti contro la legge proposta dalla maggioranza
  • Sergio Bartolommei, coordinatore della Consulta di Bioetica di Pisa

E' inutile sottolineare come soprattutto in un momento come questo sarebbe molto importante una partecipazione il più ampia possibile.

Nella speranza di incontrarsi sabato pomeriggio,

Cordiali saluti

Enrico Stampacchia
Segretario Cellula Coscioni di Pisa

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Anagrafe Pubblica degli Eletti: la proposta arriva alla IV Commissione Consiliare

Martedì 18 gennaio l'Associazione Radicale LiberaPisa è stata invitata a presentare alla IV Commissione permanente del Consiglio del Comune di Pisa (Affari Istituzionali, ...) la proposta di Anagrafe Pubblica degli Eletti e dei Nominati.

La proposta di delibera di iniziativa popolare, in calce alla quale sono state raccolte molte più firme del numero minimo richiesto dallo Statuto Comunale, giunge quindi in Commissione Consiliare, passaggio immediatamente precedente alla conclusione del proprio iter: la discussione e votazione nella plenaria del Consiglio Comunale.

Riunione di LiberaPisa

17/11/2010 - 21:15

Mercoledì 17 alle ore 21:15 presso la sede di via Sighieri 47 (mappa) si terrà la riunione dell'Associazione Radicale LiberaPisa, come sempre aperta a tutta la cittadinanza.

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Sit-in anti-omofobia

05/11/2010 - 18:00

Dove: Davanti alla Prefettura (p.zza Mazzini, Pisa)
Quando: 5 novembre 2010, ore 18:00

L'Associazione Radicale LiberaPisa aderisce convintamente e parteciperà al sit-in organizzato da Arcigay Pisa «Berlusconi megafono dell'omofobia»

Le dichiarazioni omofobe e sessiste rilasciate dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi il 2 novembre scorso, durante una conferenza stampa, non sono ridimensionabili a livello di battuta, nella loro gravità, sminuendo la dignità di donne e gay, manifestano un profondo retaggio sessista, carico di pregiudizi, ed inaccettabile in chiunque, ma ancor più nel Capo del Governo di un Paese civile come l’Italia

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