Aborto, RU-486, contraccezione
LiberaPisa e la RU486 in Toscana
| LiberaPisa e la RU-486. Dal 2001 ad oggi i radicali di Pisa hanno condotto una campagna per ciò che credono sia una conquista fondamentale tra i diritti indviduali: la libertà, da parte delle donne, di poter abortire con una pillola come alternativa all'aborto chirurgico. In questi anni LiberaPisa ha avuto un interlocutore prezioso, il dottor Massimo Srebot dell'Ospedale di Pontedera, che ha “ideato” un percorso alternativo a quello della sperimentazione portato avanti dal dottor Silvio Viale a Torino, ossia il ricorso all’importazione dall’estero del farmaco RU-486. |
Cos'è la RU-486? Il mifepristone è uno steroide sintetico utilizzato come farmaco abortivo per l'aborto medicale nei primi due mesi della gravidanza. Rispetto ai metodi abortivi tradizionali ha il vantaggio di non richiedere l'ospedalizzazione della donna né interventi chirurgici, per questo si ritiene che provochi minori traumi fisici e psicologici oltre che minori costi per il servizio sanitario. Attualmente è in uso in tutti i paesi della Comunità Europea ad eccezione di Italia (in parte), Irlanda e Portogallo. Non deve essere confuso con la pillola del giorno dopo, che agisce prima dell'impianto dell'ovulo. |
La riscossa delle volontà negate
GIOVEDI' 4 MARZO ore 18.00-24.00 presso il Circolo Arci Isola Verde
la Cellula Coscioni di Pisa e l'Associazione Radicale Certi Diritti organizzano
LA RISCOSSA DELLE VOLONTÀ NEGATE
Il primo BarCamp sui diritti individuali: dalle iniziative politiche al riconoscimento giuridico
Un BarCamp è una non-conferenza dove tutti possono prendere la parola. Le uniche regole sono i temi delle dieci brevi relazioni dei nostri ospiti, che saranno intervallate da domande e interventi del pubblico.
Temi: coppie di fatto, matrimonio gay, testamento biologico, fecondazione assistita, RU486, terapia del dolore
Alle ore 20:00 pausa per cena spaghettata
Consulta la locandina dell'evento per i dettagli degli interventi previsti. Tra gli altri relatori:
- Filomena Gallo, avvocato vicesegretario ass. Luca Coscioni
- Matteo Pegoraro, ass. radicale Certi Diritti
- Alessandra Petreri, vicepresidente della Provincia di Pisa
- alcuni candidati pisani della lista Bonino Pannella per le elezioni regionali toscane
[ Scarica ] il comunicato stampa dell'evento.
Intervista sul servizio SOS Pillola del Giorno Dopo
Tratta da NumeroZero, il giornale degli studenti dell'Università di Pisa
Articolo originale su numerozero.unipi.it
Soccorso Civile: pillola del giorno dopo
Soccorso civile a Pisa
Solo nel caso in cui una struttura pubblica ti neghi la prescrizione della pillola del giorno dopo, puoi ricevere assistenza immediata chiamando il 333.12.02.434 e ottenere subito la ricetta. Il servizio è attivo tutti i giorni feriali dalle 9:00 alle 19:00 e non stop dalle 9:00 del sabato mattina fino alle 9:00 del lunedì mattina.
Precisazioni
Leggi la nota per i giornalisti curata dal Dott. Silvio Viale.
Estratti dall'archivio
Consigli pratici contro l'ostruzionismo ospedaliero
- Fatti sempre registrare all’entrata del Pronto Soccorso
- Chiedi al personale medico e infermieristico con cui vieni in contatto di qualificarsi
- Se ti dicono che il ginecologo di turno non può riceverti, chiedi il motivo e le sue generalità
- Fatti rilasciare una cartella di Pronto Soccorso contenente i motivi della mancata prescrizione
- Se si rifiutano di aderire a queste tue legittime richieste e ti allontanano senza giustificato motivo, chiama subito le forze dell’ordine e denuncia il tutto sul posto in loro presenza.
La pillola del giorno dopo (meglio sarebbe chiamarla contraccezione di emergenza), commercializzata nel nostro Paese con il nome di Norlevo o Levonelle, è un farmaco utilizzato come contraccettivo di emergenza entro le 72 ore successive ad un rapporto sessuale non protetto: il levonorgestrel, nella dose di 1,5 mg assunta per via orale, agisce inibendo o alterando la qualità dell'ovulazione (come peraltro fanno tutti i contraccettivi ormonali) e non interferendo in alcun modo sull'impianto dell'ovulo fecondato sulla mucosa uterina, che avviene 8 giorni dopo la fecondazione; poiché la gravidanza inizia appunto con l'annidamento dell'ovulo fecondato nella mucosa uterina, non può affermarsi che il farmaco sia abortivo, non solo perchè non interrompe una gravidanza in atto, ma anche perché non interferisce sul destino di un ovulo fecondato (cosa che per alcuni è equiparabile ad un aborto). Il metodo, che ha un'efficacia tanto maggiore quanto prima viene utilizzato, è inefficace se l'impianto dell'ovulo è già avvenuto: in tal caso, tuttavia, l'assunzione del farmaco non influisce sulla prosecuzione della gravidanza.
In Italia la pillola del giorno dopo può essere venduta con ricetta nominale non ripetibile prescritta da un medico: pertanto in caso di necessità è necessario rivolgersi obbligatoriamente a un medico, con tutte le difficoltà (sia di ordine pratico che di ordine psicologico) che si ricollegano a tale eventualità. In molti Paesi europei la contraccezione d'emergenza è liberamente acquistabile come farmaco da banco, e in alcuni casi viene addirittura distribuita gratuitamente. Negli Stati Uniti la FDA ha stabilito che la cosiddetta pillola del giorno dopo possa essere acquistata dai maggiorenni senza la ricetta medica (estate 2006).
Un'altra peculiarità del nostro Paese riguarda l'obiezione di coscienza, che è prevista soltanto dalla legge 194 sull'interruzione di gravidanza (e che quindi prevede una gravidanza accertata), ma secondo un parere non vincolante del Comitato Nazionale per la Bioetica potrebbe essere estesa alla prescrizione della pillola del giorno dopo (in assenza di una gravidanza accertata).
Sono segnalati in tutta Italia casi di ospedali che negano la prescrizione della pillola del giorno nei momenti critici in cui non è reperibile né il medico nel consultorio familiare, né il medico di base (per esempio durante i finesettimana), adducendo come come motivo l'obiezione di coscienza dei medici di turno.
L'Associazione Luca Coscioni si batte affinché la contraccezione d'emergenza possa essere commercializzata anche in Italia come farmaco da banco, vendibile senza ricetta medica.
Fintanto che l'attuale situazione non si modifichi, tuttavia, L'Associazione Coscioni offre un supporto a coloro che hanno intenzione di segnalare o denunciare inadempienze o malpractice.
Guarda il video di Silvio Viale, ginecologo dell’ospedale Sant’Anna di Torino e medico radicale :
Per i giornalisti: nota sulla contraccezione d'emergenza
“Leggo su alcuni quotidiani, a volte con tanto di schemi illustrativi allegati, che la contraccezione di emergenza agirebbe bloccando l’impianto in utero dell’ovulo fecondato. Non è così. La contraccezione di emergenza, più nota come “pillola del giorno dopo” (sarebbe meglio dell’ora dopo), non agisce sull’ovulo fecondato e tanto meno agisce impedendone l’impianto. Essa, come tutti i contraccettivi ormonali, agisce in fase pre e peri-ovulatoria impedendo la penetrazione dello spermatozoo nell’ovulo.
Gazebo per laicità, unioni civili, testamento biologico e pillola del giorno dopo
A partire dalle 9:00 di Mercoledì 21 ottobre la Cellula Coscioni di Pisa allestirà un gazebo al mercato di via Paparelli.
Con Mina Welby, gli attivisti coscioniani sensibilizzeranno la cittadinanza dui temi della laicità, unioni civili, testamento biologico e pillola del giorno dopo.
L'AIFA dà il via libera alla pillola abortiva RU486: una battaglia durata 10 anni
Con dieci anni di ritardo rispetto alla maggioranza dei paesi europei, anche l'Italia adotta l'aborto farmacologico, una valida alternativa a quello chirurgico perché sicuro, meno costoso, meno invasivo e che risparmia alla donna sia l’intervento che l’anestesia.
È una battaglia che come associazione radicale LiberaPisa portiamo avanti dal 2001, dopo un volantinaggio all'ospedale Lotti di Pontedera (PI). Allora trovammo la disponibilità del Dott. Massimo Srebot (primario di ginecologia) che, insieme a Silvio Viale a Torino, intraprese la via della sperimentazione della RU-486. Un cammino difficile, che vide la dura opposizione di ben due ministri della sanità (Sirchia e Storace) oltre che delle gerarchie vaticane, ovviamente.
Una vittoria civile come non se ne vedeva da anni, e tutta radicale. Permetteteci di ringraziare chi l'ha resa possibile: il già citato dott. Srebot che, con coraggio, ha dato la possibilità a decine di donne di poter usufruire dell'aborto farmacologico e Marco Cecchi, allora Presidente di LiberaPisa, che presentò un ordine del giorno al comune di Pisa per l'importazione del farmaco. E, naturalmente, tutti i radicali pisani che con l'organizzazione di seminari scientifici presso la facoltà di medicina e con un lavoro d'informazione alla cittadinanza (la Ru-486 è spesso confusa con la pillola del giorno dopo) hanno reso possibile tutto questo.
Domani, però, è già un altro giorno e, da buon radicali, ci adopereremo affinché la pillola abortiva sia disponibile negli ospedali pubblici di tutte le regioni italiane.
Per vedere tutte le iniziative di LiberaPisa sulla RU486:
http://www.radicalipisa.it/dossier/LiberaPisa-RU486
Luca Nicotra (Presidente Ass. Radicale LiberaPisa)
Andrea Picchi (Cellula Coscioni di Pisa)

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