Israele
Pisa democratica? Sulla sinagoga non si tratta di un caso isolato
Nella notte tra il 12 e il 13 gennaio la Sinagoga di Pisa è stata imbrattata con uova e vernire rossa. Tutto lascia presumere che tale atto sia legato alle vicende mediorientali e allo scontro tra Hamas e le forze israeliane in corso nella Striscia di Gaza.
Naturalmente non ci sostituiamo ai giudici, tuttavia è il segnale di un mai sopito clima ideologico. Nonostante l'atto non sia stato rivendicato è già possibile trovare su Internet i suoi giustificatori, gli apostoli dell'"è sbagliato ma", le cui parole fanno trasparire la realtà di un atto intimidatorio rivolto alla comunità ebraica pisana, colpevole di non aver condannato Israele nella sua politica attuale.
Il nodo non è tanto legato all'ovvia differenza tra istituzioni israeliane ed ebrei nel mondo, che dovrebbe essere ormai chiara a tutti, ma è proprio la voluta confusione che operano coloro che sono responsabili di questi atti e coloro che in fondo li giustificano.
Questo è un mettere gli ebrei all'angolo, per obbligarli a schierarsi e a recidere qualsiasi legame con il sionismo – e quindi con Israele – per dimostrare l'intrinseca malvagità degli ebrei che si sentono legati a questo Stato.
È essenziale affrontare il legame tra questo atto antiebraico, l'antisionismo e la disinformazione sullo Stato d'Israele che viene operata da anni a Pisa da parte di gruppi politici che esercitano una continua pressione, in alcuni casi intimidatoria, nel dibattito sulla questione arabo-israeliana.
È un errore quindi sostenere, come fanno diversi esponenti politici, che questo sia un atto isolato ed estraneo al contesto politico pisano. Come cittadini e radicali siamo stati testimoni e talvolta vittime di atti di intolleranza perpetrati da coloro che si definiscono antiimperialisti. Atti volti a creare una nube di ignoranza intorno all'ebraismo, al sionismo, allo Stato di Israele e al cosiddetto antiimperialismo arabo. Ricordiamo bene le grida "Andate fare queste cose in sinagoga!" rivolte a Shai Cohen.
L'agibilità democratica della nostra città e delle nostre strutture universitarie è da anni compromessa. Si pensi alla violenta contestazione contro la manifestazione del 2002 per le vittime israeliane del terrorismo, alla cacciata nel 2004 da scienze politiche del consigliere d'ambasciata Shai Cohen che avrebbe tenuto una lezione sui problemi interni dello stato d'Isreale tra i quali droga o disoccupazione. Temi che avrebbero aiutato a qualificare Israele come una normale democrazia con tutti i suoi problemi e le sue contraddizioni e non come l'"entità sionista". E nel 2006 fu contestato un ciclo di seminari del Centro Interdipartimentale di Studi Ebraici (CISE) per il fatto di essere tenuto da personalità accademiche ritenute eccessivamente "sioniste". Per non parlare poi delle numerose attività su Israele costrette in sordina perchè la questura non avrebbe potuto garantire sufficiente ordine pubblico.
Questo ostruzionismo stupisce soprattutto per il grande spazio concesso a delle iniziative antiisrealiane nella nostra città e nella nostra università.
Questa situazione potrà cambiare solamente se il mondo politico pisano oltrechè esprimersi in frasi di solidarietà prenderà adeguate misure per garantire l'agibilità democratica nei diversi contesti cittadini. Ci sono le idee, ci sono i mezzi, ci sono anche le leggi, manca però la volontà di contrastare l'intolleranza di chi si ritiene padrone della verità e della libertà di espressione nella nostra città.
Sull'atto vandalico alla sinagoga di Pisa
Alla comunità ebraica di Pisa,
Vi parlo a titolo personale, ma penso di poterlo fare anche a nome dell'intera Ass. radicale LiberaPisa.
I fatti incresciosi di ieri notte, che hanno visto la sinagoga di Pisa imbrattata di vernice rossa, mi riempiono di vergogna come cittadino pisano.
Tale fatto, per la gravità, ci ricorda che nel nostro paese esistono pericolose posizioni antisemite, come dimostra anche l'assurdo comunicato del sindacato Flaica-Uniti- Cub a Roma che invitava, cito testualmente, a " non comprare prodotti nei negozi degli ebrei ".
La Sinagoga è storicamente non soltanto luogo di culto, ma anche luogo nel quale si svolgono attività laiche ed è perciò che essa sta sempre al centro di tutte le comunità ebraiche, ed è spesso un punto di orgoglio per le comunità. Imbrattarla è dunque un gesto di antisemitismo palese.
Vi parlo ancora da pisano dicendovi che avrei veramente voluto iniziare quest' anno in maniera del tutto diversa, dopo che nel 2008 la nostra splendida città è stata spesso citata dai media nazionali perchè proprio qui ( a San Rossore, per la precisione ) settant'anni fa furono firmate e promulgate le leggi razziali.
Evidentemente non c'è mai limite al peggio.
Cordialmente,
Andrea Picchi - Ass. radicale LiberaPisa
Celebrazioni per i 60 anni dello Stato di Israele. Partecipa Marco Cecchi
LA COMUNITA’ EBRAICA DI PISA ED IL GRUPPO SIONISTICO DI PISA CELEBRANO I SESSANTA ANNI DALLA NASCITA DELLO STATO DI ISRAELE
Per chi chiama Israele con la "i" minuscola
Coloro che considerano "I"sraele un "non-stato" e ne negano la legittimità su presupposti demografici e soprattutto storici, se non sono spinti da odio, non credo che abbiano una corretta conoscienza delle vicende ebraiche da Abramo fino a Sharon.
Ora, si sa con certezza che li Ebrei stanno in quel pezzetto di terra dal 1900 a.C e forse di più e che hanno avuto solamente la grossa sfiga di aver avuto vicini più potenti che tentavano di conquistarli, deportarli, o addirrittura, sterminarli.
Colloqui con D'Halemas: ecco perché sono inutili e dannosi
Il Ministro degli Affari Esteri Massimo D'Alema (subito spalleggiato dal fedayn Diliberto) ha dichiarato che l'occidente deve riconoscere Hamas come interlocutrice nel processo di pace poiché tale organizzazione è stata votata "da tanta parte del popolo palestinese".

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